OraRicongiungiamoci (!)

Dopo una “breve” pausa siamo tornati. E siamo più agguerriti che mai.

Siamo tornati sull’argomento lasciato in sospeso lo scorso anno: i giovani e la politica.

Spesso ci sentiamo raccontare la storia che il nostro paese ha una classe dirigente vecchia, di politici che siedono in parlamento da innumerevoli “ere geologiche”, che i partiti non guardano ai giovani come una risorsa ma più come ad una zavorra.

Ci siamo documentati a riguardo e abbiamo scoperto, con, dobbiamo dire, stupore che il nostro Parlamento, eletto nel febbraio dello scorso anno, si trova in cima alle classiche come età media più bassa in entrambe le camere.

Questo è quanto emerge dalla prima analisi effettuata dalla Coldiretti che ha messo a confronto la composizione del nuovo Parlamento italiano in termini di età con quello dei principali Paesi industrializzati.

In Italia i deputati eletti hanno una età media di 45 anni e i senatori di 53 anni che – sottolinea la Coldiretti – risulta nettamente inferiore a quella dei colleghi francesi che attualmente hanno in media 55 anni all’Assemblea nazionale e 62 al Senato, della Gran Bretagna con 52 anni nella Camera dei Comuni e 69 anni in quella dei Lord, degli Stati Uniti con una media di 56 anni alla Camera dei rappresentanti e di 62 anni al Senato, ma anche di Germania* e Spagna in cui i parlamentari eletti alla Camera hanno in media 53 anni in entrambi i Paesi.

Insomma un cambio di rotta molto forte rispetto agli ultimi anni, dovuto soprattutto all’entrata in parlamento del Movimento 5 stelle, che presenta un’età media tra deputati e senatori di 37 anni(33 alla Camera e 46 al Senato). Inseguono la Lega Nord con 45 anni (42 alla Camera e 48 al Senato), al Partito Democratico (Pd) con 49 (47 alla Camera e 54 al Senato), a Sinistra ecologia e libertà (Sel) con 47 anni (46 alla Camera e 50 al Senato), al raggruppamento Lista Monti-Udc-Fli con 55 anni (55 anni alla Camera e 56 anni al Senato) e al Popolo della Libertà (Pdl) con 54 anni (50 alla Camera e 57 al Senato).

Il parlamentare più giovane è Marta Grande 25 anni, che ha conquistato un posto alla Camera sotto le insegne del Movimento Cinque Stelle nel Lazio mentre il candidato più anziano, Sergio Zavoli (89 anni) è stato eletto nelle liste del Pd al Senato in Campania.

Eppure l’Italia mantiene il triste primato della classe dirigente più vecchia d’Europa con una età media di 59 anni, con punte di 67 anni per i banchieri, di 63 per i professori universitari e di 61 per i dirigenti delle partecipate statali.

Si parte solo coi partiti!

Ci sono arrivati diversi commenti per il nostro primo editoriale, la maggior parte dei quali scritti da studenti che probabilmente di politica non se ne interessano ma vorrebbero capirne di più.

 

Noi di OraCostituiamoci però vogliamo mettere un punto fermo in questa discussione: per fare politica bisogna entrare in un partito. probabilmente molti non saranno d’accordo con noi e anche all’interno della nostra piccola redazione c’è stata un’accesa discussione. Eppure, oggi come oggi, in democrazia rappresentativa non si può pensare una politica senza partiti e anche quei movimenti che non si definiscono partiti o rifiutano quest’appellativo, non si discostano troppo dalla fisionomia di un partito.

 La nostra Costituzione, come già detto, parla esplicitamente nell’Articolo 49 dell’organizzazione partitica come l’unica che può “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Insomma, i padri costituenti in questo caso sono stati piuttosto espliciti.

 

Nonostante ciò non c’è molta uniformità sul come debba essere organizzato un partito al proprio interno. Ad oggi in Italia non esiste una legge che ne regoli l’organizzazione.

Ma quali regole dovrebbe prevedere questa legge? Quali vincoli dovrebbero essere posti?

 

C’è qualcuno che ci vuole aiutare?

Uno spunto per riflettere: lavoce.info spiega come potrebbero cambiare i partiti italiani dopo le ultime elezioni, avvicinandosi al modello americano.

GIOVANI E POLITICA: quando le nozze?

Lunedi’ 26 febbraio 2013, torno a casa, accendo la tv, primi
exit poll e commenti ai risultati elettorali.

Tutti parlano, grafici su grafici, commenti e controcommenti.

Come tanti altri giovani penso: “ma cosa stanno dicendo? Chi sono quelle persone?”

Quante volte ci capita di pensare queste cose? Ogni giorno sentiamo parlare di “politica” eppure molti giovani non se ne interessano, non la capiscono, perchè?

Noi di Ora Costituiamoci vogliamo trovare una risposta a questa domanda partendo da ciò che afferma la nostra Costituzione.

Innanzitutto, che cosa sono i partiti politici?

ARTICOLO 49

L’esito delle ultime elezioni sembra far pensare che i partiti tradizionali non siano in grado di rappresentare i giovani.

Guarda questi dati:

sondaggio MTV

articolo “Linkiesta”

Tutti a casa!

Parlano chiaro: gli under 24 hanno votato in maggioranza un partito non partito, il Movimento 5 Stelle.

Cosa sta succedendo?

Leggi l’articolo da lavoce.info: un Grillo nella testa dei giovani

Per capire perché i giovani sono così disaffezionati ai partiti tradizionali abbiamo cercato di conoscere il parere dei tre partiti politici. Abbiamo contattato il segretario provinciale del PD, la segreteria provinciale del PDL e il referente del Movimento 5 Stelle. Vi alleghiamo l’unica risposta che abbiamo ricevuto…

Dai commenti ricevuti notiamo che la causa principale di questa distanza trova le sue radici nella mancata discussione di temi politici in famiglia come nelle aule scolastiche. Ne consegue una gran confusione di idee: cos’è la destra? Cos’è la sinistra? La parola a Gaber


I primi a dover trovare una risposta siamo noi giovani, informandoci e partecipando attivamente alla vita politica. Dove inziare a fare questo? Semplice, qui su: ora COSTITUIAMOCI!